Erano passati 4 anni dall’ultima volta in cui un Presidente statunitense aveva fatto visita all’Europa, ma ne erano trascorsi addirittura 7 dall’ultimo vertice tra Stati Uniti e Unione Europea.

Il 15 giugno 2021, Joe Biden ha interrotto questa attesa, incontrando a Bruxelles il Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, e il Presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel.

Il Presidente statunitense ha voluto, con questa visita, far dimenticare tutte le decisioni prese in ambito climatico dal suo predecessore Donald Trump: l’ex Presidente degli Stati Uniti aveva infatti escluso gli USA dall’Accordo di Parigi e annullato diverse normative ambientali. Il vertice è stata un’occasione per far rinascere un impegno statunitense nei confronti del partner europeo e per dare il via a “un nuovo capitolo”, come l’ha definito Ursula Von der Leyen.

Vertice UE-USA: un passo avanti anche per l’ambiente

Durante il vertice bilaterale gli Stati Uniti e l’Unione Europea hanno affrontato diversi temi urgenti, come la sicurezza sanitaria e la ripresa dell’economia globale. Fra questi, un’attenzione particolare è stata riservata all’ambiente: le due potenze hanno deciso di rafforzare la loro unione contro i cambiamenti climatici per perseguire una transizione ecologica più ambiziosa. Nonostante gli impegni “green” individuali fossero già stati annunciati separatamente da Europa e USA, l’incontro di giugno 2021 ha permesso di dar vita a una stretta cooperazione basata sull’identificazione di alcune priorità comuni.

Fra queste, la prima riguarda il raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi che comprendono la volontà di mantenere l’aumento medio della temperatura mondiale al di sotto di 2°C rispetto ai livelli preindustriali. USA e Europa sono rispettivamente il secondo e il terzo maggiore emettitore di CO2 al mondo dopo la Cina e su questa consapevolezza si basano i loro impegni congiunti.

Per raggiungere i risultati sperati le due parti hanno istituito il “gruppo di azione per il clima ad alto livello UE-USA”, che diverrà il motore della cooperazione fra i due continenti in ambito di politica climatica. Questo gruppo avrà il compito di promuovere la diplomazia climatica, che racchiude “il lavoro svolto dall’Unione nei consessi multilaterali e a livello bilaterale per promuovere azioni e obiettivi globali ambiziosi in materia di clima, nel perseguimento di una transizione planetaria verso la neutralità climatica”.

Alla nascita del nuovo gruppo si aggiungono strategie a favore del mercato europeo della CO2, l’Emissions Trading System, e degli investimenti sostenibili. Durante l’incontro i rappresentanti delle due potenze hanno annunciato, attraverso un dichiarazione congiunta, un’alleanza transatlantica per lo sviluppo di tecnologie verdi, chiamata Transatlantic Green Technology Alliance.

Tecnologia verde per un futuro migliore

“Se vogliamo combattere il cambiamento climatico, se vogliamo avere successo, allora abbiamo bisogno di innovazione e tecnologie. Per questo accolgo con favore il fatto che ci siamo impegnati a lavorare per un’alleanza transatlantica per le tecnologie verdi” – Ursula von der Leyen.

La tecnologia verde è stato uno degli argomenti principali del Summit ed sarà d’ora in poi una colonna portante delle relazioni fra Europa e Stati Uniti in tema di clima ed energia.

Definita come una tecnologia ecologica, la tecnologia verde comprende una serie di processi finalizzati all’eco-sostenibilità. Racchiude al suo interno i prodotti finiti innovativi che permettono di preservare il Pianeta, ma anche tutte le fasi intermedie e i processi di produzione a basso impatto ambientale.

La tecnologia verde nasce dalla volontà di preservare l’ambiente e le risorse naturali per minimizzare le conseguenze delle attività dell’uomo e viene utilizzata in processi produttivi nei quali si vuole proteggere ciò che ci circonda. Vuole sostituirsi agli attuali meccanismi di produzione attraverso nuovi processi, che abbiano un impatto ambientale ridotto, che inquinino meno e richiedano un minor utilizzo di energia.

Oggi, la tecnologia verde rappresenta uno degli strumenti scelti da Stati Uniti e Europa per diventare le prime economie a zero gas serra entro il 2050. Per rendere possibile tutto ciò, nella dichiarazione congiunta, è stata annunciata la nascita della Transatlantic Green Technology Alliance, una cooperazione rafforzata per sostenere e accelerare la transizione ecologica attraverso la promozione della tecnologia verde e la sua diffusione sul mercato: un modo per potenziare le tecnologie utili a decarbonizzare i sistemi energetici e ad allontanarsi dal carbone.

Per rafforzare questa nuova strategia green, il vertice ha previsto la creazione di un “Consiglio per il commercio e la tecnologia” (TCC), con il compito di supervisionare la cooperazione sul commercio e favorire l’allineamento sulle questioni tecnologiche globali, dagli standard internazionali alla sicurezza informatica. L’ente istituirà dei gruppi di lavoro specifici al fine di tenere focus sull’intelligenza artificiale, sul clima, sulla tecnologia verde e, più genericamente, su tutte le tecnologie digitali.

Un nuovo capitolo per ridare vita a una vecchia alleanza.

di Simona Romerio – Responsabile comunicazione marketing presso ECODYGER Srl Società Benefit