2015, 15, 169, 2030, 193 e 17. Non vi preoccupate, non stiamo dando i numeri!

Stiamo solo parlando dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

Negli ultimi anni tutti ne abbiamo sentito parlare: in televisione, in radio e dagli amici. Ma di cosa si tratta?

Il tutto è iniziato nel 2015 con una risoluzione adottata dall’Assemblea Generale dell’ONU, che ha previsto un programma della durata di 15 anni per guidare il mondo sulla strada dello sviluppo sostenibile attraverso 169 traguardi.
Il programma d’azione prende il nome di Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, poiché deriva dall’impegno dei 193 Paesi sottoscrittori, membri dell’ONU, a raggiungere i traguardi entro quell’anno.

E il 17? Lo studio della numerologia ci dice che per capire il significato dei numeri bisogna prima scomporli. Dall’1, il 17 ottiene indipendenza e ambizione, mentre dal numero 7 prende la capacità di osservazione e l’utilizzo dell’esperienza. Il 17 “fornisce l’energia necessaria all’uomo per poter vincere su se stesso” e, per l’ONU, indica i Sustainable Development Goals fondamentali da raggiungere “per ottenere un futuro migliore e più sostenibile per tutti”.

D’accordo, abbiamo dato un senso ai numeri, ma se volessimo sapere un po’ di più su questo programma?

 

Cosa sono i Sustainable Development Goals?

Gli SDGs (Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile) sono traguardi comuni, che riguardano tutti i Paesi e tutti gli individui: nessuno ne è escluso e nessuno deve essere lasciato indietro. Sì, come la regola d’oro dei marines “No one left behind”. Gli SDGs sono un invito all’azione per tutti i Paesi, indipendentemente dalle loro condizioni economiche, a favorire lo sviluppo senza scordarsi di proteggere il pianeta.

Gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile rappresentano questioni fondamentali, che devono essere affrontate in maniera coordinata: tutti gli obiettivi sono fra loro connessi e tutti si ritrovano in cinque temi cruciali per il nostro futuro.

La prima riguarda le persone, ma facciamo chiarezza: con questo termine non si intende un gruppo ristretto di soggetti fortunati, ma l’intera umanità, da me, a voi, a tutti coloro che non hanno la possibilità di leggere questo articolo perché non possiedono un computer. Da questo punto di partenza nasce la volontà di porre fine alle disuguaglianze, alla povertà e alla fame in ogni loro forma, per permettere a tutti di realizzare il proprio potenziale in maniera dignitosa e in un ambiente sano.

Il secondo punto riguarda la protezione del pianeta, che per troppo tempo abbiamo dimenticato e che a volte ancora trascuriamo. L’ONU richiede consumi e produzioni consapevoli, gestioni sostenibili delle risorse naturali attraverso l’economia circolare e una lotta al cambiamento climatico, per tutelare le generazioni di oggi e di domani.

L’Agenda 2030 vuole raggiungere la prosperità. Sul dizionario questa parola viene innanzitutto abbinata allo sviluppo economico, ma qui riguarda anche la possibilità per le persone e per l’ambiente di vivere uno sviluppo rigoglioso. Il progresso economico e sociale deve avvenire nel rispetto della natura.

La quarta area comprende la pace, che alcune volte diamo per scontata, come se la guerra e le lotte fossero lontane da noi. La realtà è che non dappertutto è così: l’Agenda 2030 prevede la realizzazione di società pacifiche, giuste e inclusive, non più comandate da paura e violenza. “Non ci può essere sviluppo sostenibile senza pace, né pace senza sviluppo sostenibile”.

Infine, vi è la collaborazione, fondamentale per ottenere risultati concreti. Nasce così la Collaborazione Globale per lo Sviluppo Sostenibile, concentrata sui bisogni delle persone più vulnerabili e basata sulla solidarietà fra tutte le Nazioni.

Cinque macroaree tematiche operative, che racchiudono tutto ciò di cui abbiamo bisogno.
Sono interconnesse fra loro e devono procedere di pari passo. Sono caratterizzate da un rapporto di reciproca dipendenza ché non esiste il raggiungimento di un singolo obiettivo, ma solo del traguardo comune.

 

Ecodyger per lo sviluppo sostenibile

Ecodyger abbraccia i principi promossi dall’Agenda 2030 e dà il proprio apporto nei campi più cruciali per lo sviluppo sostenibile.

Ecodyger tutela il pianeta e promuove una gestione degli scarti organici consapevole e sostenibile. Partecipa alle lotte al cambiamento climatico con la riduzione dell’80% delle emissioni di CO2 rispetto ai tradizionali sistemi di gestione del rifiuto. Previene i rifiuti organici così da permettere una riduzione dell’impatto ambientale degli stessi. Grazie a un ciclo di circa 7 ore, ciò che sarebbe stato scarto organico diventa una risorsa da reinserire nel sistema in un’ottica di economia circolare.

L’output dei processi di Ecodyger è socialmente sostenibile. Lo scarto organico, divenuto risorsa, è ridotto in volume, secco e, soprattutto, sterilizzato: permette di migliorare le condizioni igienico-sanitarie degli operatori e degli utenti e un efficiente adeguamento ai protocolli HACCP.

Ecodyger fa la sua parte per raggiungere la prosperità sociale, ambientale ed economica celebrata dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

 

 

di Simona Romerio – Responsabile comunicazione marketing presso ECODYGER Srl Società Benefit