Dopo aver introdotto e parlato nel precedente articolo dell’agricoltura biodinamica (link), eccoci a parlare dell’agricoltura biologica, dove la seconda discende ed è un evoluzione della prima.

L’argomento è vasto e costellato da decine di sfumature, cercheremo per tanto di fare una semplice sintesi fornendo i concetti base senza addentrarci troppo nei vari meandri.

La spinta verso uno stile di vita che sia sempre più sostenibile ed il desiderio di nutrirsi con cibi sani e il più naturali possibile, ha portato sempre più il mondo dell’agricoltura verso nuove frontiere.

Tecniche di coltivazione che siano rispettose dell’ambiente e della salute dei consumatori.

Da questo modo di pensare e procedere si è giunti a tutte quelle tecniche di coltivazione che permettono di produrre secondo i principi di una nuova agricoltura.

Definizione Agricoltura biologica

Partiamo col darvi la definizione più sintetica possibile per scendere poi in una definizione più completa ed esaustiva.

L’agricoltura biologica è un sistema di produzione agricola che cerca di offrire al consumatore prodotti genuini, rispettando il ciclo della natura.

La filosofia che sta dietro a questo diverso modo di coltivare le piante e allevare gli animali non è semplicemente legata all’intenzione di offrire prodotti senza residui di fitofarmaci o concimi chimici di sintesi. E’ anche quella di non determinare nell’ambiente impatti negativi a livello d’inquinamento di acque, terreni e aria.

Ricordiamo a scanso di equivoci cosa sono i sopra citati fitofarmaci conosciuti anche come fitosanitari o agrofarmaci.   Sono tutti quei prodotti, di sintesi o naturali, che vengono utilizzati per combattere le principali avversità delle piante quali malattie infettive, parassiti e piante infestanti.

Cerchiamo ora di darvi anche una definizione più completa e corposa, utile a capirne la grande attualità.

Il termine “agricoltura biologica” indica un metodo di coltivazione e di allevamento che ammette solo l’impiego di sostanze naturali, presenti cioè in natura, escludendo l’utilizzo di sostanze di sintesi chimica come concimi, diserbanti e insetticidi.

Agricoltura biologica significa sviluppare un modello di produzione che eviti lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali. In particolare parliamo del suolo, dell’acqua e dell’aria, utilizzando invece tali risorse all’interno di un modello di sviluppo che possa durare nel tempo.

Per salvaguardare la fertilità naturale di un terreno gli agricoltori biologici utilizzano materiale organico e, ricorrendo ad appropriate tecniche agricole, non lo sfruttano in modo intensivo.

Per quanto riguarda i sistemi di allevamento, c’è la massima attenzione al benessere degli animali, che si nutrono di erba e foraggio biologico e non assumono antibiotici, ormoni o altre sostanze che stimolino artificialmente la crescita e la produzione di latte. Inoltre, nelle aziende agricole devono esserci ampi spazi perché gli animali possano muoversi e pascolare liberamente.

Dal punto di vista legislativo

L’agricoltura biologica è un metodo di produzione definito dal punto di vista legislativo a livello comunitario con un primo regolamento, il Regolamento CEE 2092/91 (link), sostituito in seguito dai Reg. CE 834/07 (link) e 889/08 (link) e a livello nazionale con il D.M. 18354/09 (link).

Le pratiche agricole biologiche

Esse generalmente includono:

  • La rotazione delle colture per un uso efficiente delle risorse locali.
  • Limiti molto ristretti nell’uso di pesticidi e fertilizzanti sintetici, antibiotici nell’allevamento degli animali, additivi negli alimenti e coadiuvanti, e altri fattori produttivi.
  • Il divieto dell’uso di OGM, organismi geneticamente modificati.
  • L’uso efficace delle risorse del luogo, come per esempio l’utilizzo del letame per fertilizzare la terra o la coltivazione dei foraggi per il bestiame all’interno dell’azienda agricola.
  • La scelta di piante ad animali che resistono alle malattie e si adattano alle condizioni del luogo di coltivazione /allevamento

Filiera biologica

E’ importante sapere che l’agricoltura biologica è anche parte di una lunga catena di distribuzione che comprende la trasformazione degli alimenti, la distribuzione e la vendita.

Al fine di garantire al consumatore il rispetto dei regolamenti internazionali in materia di agricoltura biologica, tutti i componenti dell’anello, dalla produzione alla distribuzione, devono rispettare precisi vincoli e sottostare ai controlli degli enti verificatori accreditati dal Ministero per le Politiche Agricole e Forestali.

Anche tutti gli operatori che commercializzano prodotti biologici sono assoggettati al sistema di controllo.

Etichettatura “biologica”

I prodotti conformi al Regolamento Europeo per essere immessi in commercio come prodotti Biologici, devono riportare il logo EU dell’agricoltura biologica, il codice di autorizzazione dell’ente certificatore e il nominativo e codice dell’organismo di controllo.

Il regime di etichettatura mira a dare ai consumatori degli Stati Membri della Comunità Europea sicurezza riguardo alla natura biologica dei prodotti acquistati.

Caratteristiche dell’agricoltura biologica

Sono molteplici e sono ben identificate per esempio da Federbio Italia (link):

  • Esclusione di prodotti chimici di sintesi, che alterano profondamente l’ambiente ed influiscono negativamente sulla salubrità delle produzioni ottenute
  • Utilizzo di tecniche agronomiche idonee, di piante resistenti e di insetti predatori contro i parassiti
  • Incremento e mantenimento della fertilità naturale del terreno, mediante l’utilizzo di tecniche di lavorazione non distruttive
  • Adozione della tecnica della rotazione colturale e dei sovesci (pratica agricola naturale che consiste nel far crescere e poi interrare alcune particolari colture allo scopo di aumentare la fertilità del terreno)
  • Uso di fertilizzanti naturali, riducendo in tal modo l’utilizzo di risorse non rinnovabili
  • Non utilizzo di radiazioni per aumentare la conservabilità del prodotto e dei suoi ingredienti
  • Scelta di varietà, sementi e materiale vivaistico idonei, a seconda della vocazione della zona, intesa come l’insieme delle caratteristiche del terreno e del clima di una certa area, ottimali per una determinata specie
  • Garanzia per gli animali di una vita conforme alle esigenze specifiche delle singole specie, avendo quindi cura del loro benessere e limitando strettamente l’uso di antibiotici
  • Raccolta dei prodotti al momento ottimale di maturazione
  • Certificazione del processo di produzione a garanzia del rispetto delle norme legislative che la codificano e di ogni singolo intervento lungo le differenti filiere produttive
  • Impiego di sole tecniche ed additivi di origine naturale per la preparazione e trasformazione degli alimenti.

Obiettivi agricoltura biologica

Riassumiamo in breve quali sono gli obiettivi di questa agricoltura:

  • La produzione di un’ampia varietà di alimenti di alta qualità
  • La salvaguardia dei sistemi e dei cicli naturali, con il mantenimento e il miglioramento della fertilità dei suoli, della salute delle acque, delle piante e degli animali e l’equilibrio tra di essi
  • Il mantenimento ed arricchimento della diversità biologica
  • La garanzia di un impiego responsabile dell’energia e delle risorse naturali, come l’acqua, il suolo, la materia organica e l’aria
  • Il rispetto di criteri rigorosi in materia di benessere degli animali e delle specifiche esigenze comportamentali degli animali secondo la specie
  • L’esclusione di prodotti provenienti da ingegneria genetica (i famosi OGM) in ogni fase della produzione e trasformazione
  • La salvaguardia del paesaggio
  • La promozione di sistemi di produzione e commercializzazione ecologicamente responsabili e socialmente equi
  • Per lo sviluppo sostenibile

Agricoltura integrata

Per completare la panoramica su queste due agricolture è doveroso citare l’esistenza dell’agricoltura integrata. Sistema di coltivazione a basso impatto ambientale che si pone fra l’agricoltura convenzionale e quella biologica. Il tutto ricorrendo ai mezzi chimici solo quando il rischio corso dalle colture è molto grave. Si scelgono comunque i composti meno inquinanti e nocivi per l’uomo ponendo l’attenzione a non distruggere gli insetti utili alle piante.

I prodotti a produzione integrata sono spesso identificati da marchi specifici che il produttore utilizza per farli “individuare” al consumatore finale stesso.

Quale è la differenza con l’agricoltura biodinamica?

Abbiamo parlato sopra della certificazione dell’agricoltura biologica, facciamo un breve e doveroso cenno a quella dell’agricoltura biodinamica. Questa richiede il rispetto di 77 criteri più restrittivi rispetto a quelli previsti dal biologico.

Come riconoscere un prodotto biodinamico

Avevamo fatto un breve cenno nel precedente articolo parlando del marchio Demeter.

Esso è l’unico ente di certificazione biodinamica, riconosciuto a livello internazionale, è una garanzia per il produttore e per il consumatore.

E’ importante sapere che la certificazione è sul terreno, sull’azienda e dunque sui prodotti, tutti. Ulteriore dettaglio: possono diventare aziende biodinamiche solo quelle aziende che sono biologiche già da 3 anni.

I migliori produttori biodinamici sono i tedeschi, gli italiani (anche se sono in pochi a saperlo) e gli australiani. Perché con la biodinamica riescono a strappare terre al deserto, a dare vita alla terra. In un era storica in cui stiamo assistendo alla desertificazione anche nelle aree “temperate” questa è una buona notizia!

Agricoltura biodinamica vs agricoltura biologica

Ricordando che la biodinamica nasce ben prima dell’agricoltura biologica e che quest’ultima ne rappresenta, se vogliamo una semplificazione. In pratica potremmo dire in modo quasi provocatorio che:

Il biologico non fa nulla: non usa pesticidi, non usa complementi di sintesi, conserva dunque il terreno così com’è. Il biodonamico invece fa qualcosa in più: fa la rotazione sistematica delle colture che arricchiscono i terreni, usa preparati biodinamici ‘attivatori’, nutrendo la terra per mantenerla in equilibrio. È un po’ come l’omeopatia del terreno.

Un bisogno che arriva direttamente dal consumatore

Tutti gli allarmismi in campo alimentare, le nuove intolleranze agli alimenti stessi stanno spingendo una buona parte della popolazione verso la ricerca di prodotti naturali e genuini. Il tutto rifiutando qualsiasi innovazione tecnologica che interferisca nella produzione degli alimenti. Ecco allora l’attenzione sempre maggiore verso l’agricoltura biologioca, biodinamica e integrata.

Se l’argomento ha destato il vostro interesse, vi diamo appuntamento ad uno dei prossimi articoli in cui più che scrivere faremo un piccolo tour fotografico nel mondo delle coltivazioni biologiche e biodinamiche.