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Vermicompost e Lombricoltura

  •   ottobre 26th, 2015
  •   Categoria: Composting
  •   Pubblicato da: Ecodyger

La funzione naturale del lombrico è la produzione di vermicomposta, prezioso concime organico comunemente conosciuto come humus.

Quindi e semplicemente possiamo dire che la lombricultura è l’allevamento professionale di lombrichi con il fine di commercializzare sia i lombrichi sia l’humus prodotto. Vedremo poi come la lombricultura possa essere anche un interessante attività artigianale per produrre ottimo humus per farne utilizzo privato e migliorare la qualità dei propri terreni, orti e giardini.

Trattasi di un metodo pratico, semplice e alla portata di tutti che permette di trasformare i rifiuti di natura organica in terriccio con un processo ecologico e naturale al 100% e soprattutto del tutto gratuito.

Ecco un elenco dei rifiuti organici trasformabili e digeribili:  

  • letami animali di ogni genere (il suo cibo preferito)
  • erba, fogliame,
  • residui di potatura
  • scarti dell’orto
  • carta, cartone
  • cassette di frutta e verdura da ortomercati
  • segatura
  • umido da cucina
  • sansa delle olive
  • resti di industrie conserviere e scarti agro-industriali

Come? Attraverso l’instancabile opera del lombrico.

“Lo spazzino del mondo”

Così è conosciuto il nostro “eroe” che si alimenta di tutto ciò che marcisce. Si accelera la trasformazione degli scarti che vengono arricchiti dai suoi succhi gastrici e resi inodore.

I lombrichi prolificano soltanto nei terreni soffici e freschi, mentre sono assenti in quelli magri, compatti e asciutti. La loro presenza è indizio di fertilità. Dall’aspetto non sempre gradito, strisciando nel terreno, inghiottendo e digerendo le parti organiche in esso presenti, contribuiscono alla ventilazione, al drenaggio e alla qualità del terreno.

Ma quanto mangiano?

Tra le quasi 8.000 specie esistenti, quella maggiormente allevata è l’Eisenia Fetida comunemente conosciuto come “verme rosso californiano”. Appartenente al genere dei Lombrichi, a loro volta inclusi nell’ordine degli Anellidi, come già spiegato nella prima parte del nostro articolo (link).

Questa specie ha una straordinaria capacità riproduttiva e riesce a mangiare una quantità di materia organica, il suo cibo, pari al doppio del suo peso corporeo in un solo giorno.

Un ottimo cibo

Il lombrico è anche un ottimo cibo per animali e viene utilizzato come integratore proteico per lo svezzamento di polli, anguille, uccelli e animali esotici.

Si pensi che il 70% della carne di lombrico è costituito da proteine. È conosciuto e rinomato anche come ottima esca da pesca, usato da migliaia di pescatori di tutto il mondo.

Nello specifico, i lombrichi:

  • Incrementano l’areazione del terreno, favorendo la decomposizione aerobica dello stesso
  • Aumentano la permeabilità del terreno scavando gallerie fino a due metri di profondità
  • Favoriscono le popolazioni batteriche autoctone del terreno
  • Aumentano la dispersione dei nutrienti nel terreno
  • La loro presenza rivelano l’assenza di sostanze tossiche
  • Fertilizzano il terreno
  • Facilitano la mineralizzazione della sostanza organica
  • Sono utilizzati in processi di bio-risanamento, cioè biodegradare sostanze inquinanti

L’uso comune nel linguaggio parlato “sei un verme” più che un offesa, alla luce di quanto sopra potrebbe essere un vero complimento!

Più domanda che offerta

Il mercato europeo e mondiale hanno necessità di lombrichi e humus, incredibile a dirsi ma la domanda supera di gran lunga l’offerta. Partiamo dagli sbocchi tradizionali e meno legati all’agricoltura. Abbiamo detto che i lombrichi hanno un alto tasso di riproduzione e possono essere venduti a loro volta per i seguenti e vari scopi:

  • Negozi di pesca
  • Altri allevamenti di lombrichi per popolare le colonie
  • Come cibo per allevamenti di animali
  • Per impianti di compostaggio
  • Impianti di acquacoltura
  • Utilizzati in trattamenti del terreno in aziende agricole

Oltre a questi utilizzi diretti del lombrico, il prodotto più importante ricavato dalla lombricoltura è senza dubbio la produzione di humus.

Cosa è l’humus?

E’ una sostanza organica complessa, contenente carbonio, derivata dalla decomposizione dei residui vegetali e animali e dall’attività di sintesi dei microrganismi. In pratica, è la parte più fertile del terreno.

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In tutti i paesi dell’America settentrionale è chiamato “Black Magic”, ovvero “Magia Nera”, per  il suo colore scuro e le sue eccezionali qualità.

Tra le principali ricordiamo:

  • la capacità di rendere il terreno più soffice e leggero in modo che le radici delle piante possono svilupparsi più facilmente.
  • trattiene maggiormente l’umidità; l’irrigazione è pertanto minore così come il dilavamento.
  • la capacità di trattenere più a lungo i concimi con conseguente meno inquinamento delle falde acquifere e dei fiumi.

In sostanza, utilizzando più humus, si favorisce un maggior trattenimento dei concimi chimici nel terreno a vantaggio dell’ambiente. In questo modo si combatte anche la prolificazione delle alghe rosse in mare che trovano oggi una grande disponibilità di nutrienti dovuta proprio al dilavamento dei concimi chimici.

L’humus, a differenza degli altri concimi chimici e organici, è pronto per l’immediato nutrimento delle piante, poiché ha già subito tutte le trasformazioni chimiche e microbiologiche. In sostanza, essendo un prodotto completamente trasformato è facilmente e prontamente assimilabile dalle piante. E’ facile da usare perché basta stenderne uno strato sottile sul terreno, dopo averlo smosso per rompere lo strato superficiale. La percentuale di humus necessaria ad un buon terreno agricolo è stimata tra il 3 e il 6%.

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Un terreno ricco di humus è facilmente riconoscibile dal colore molto scuro in superficie e dalla presenza in esso di vermi, lombrichi, nonché da funghi e batteri.

Quali benefici ha l’humus per il terreno?

Riassumendo, la sua presenza in decomposizione nella terra aiuta la ritenzione dell’acqua e la sua filtrazione, regolando in modo naturale le esigenze del suolo. Serve a regolare la compattezza del terreno in base alla sua consistenza: un terreno sabbioso viene mantenuto più compatto, mentre uno argilloso sarà meno denso e più traspirante.

Regola la nutrizione delle piante, facilitando l’assorbimento delle sostanze nutrienti da parte della quella porzione di suolo che circonda le radici, la rizosfera. Inoltre l’humus rende la terra più fertile, migliora l’assimilazione dei concimi minerali e fornisce azoto ai terreni impoveriti.

Lo sapevate?

In un bosco la quantità di humus presente nel terreno arriva a circa il 5%, mentre in un terreno sabbioso raggiunge appena l’1%.

È diverso dal compost e dal fertilizzante organico perchè si trova in un processo di decomposizione più avanzato, per l’azione di funghi e batteri: solitamente è di colore nerastro per la grande quantità di carbonio presente. Quello dell’humus di lombrico è il processo di decomposizione organica più nutritivo per la terra e le piante, alle quali fornisce potassio, fosforo, azoto e magnesio.

Soluzione naturale per un mondo inquinato

In un mondo sempre più dominato dalle multinazionali e soprattutto, un nuovo modo di produzione del cibo, esso è diventato ormai essenziale.

Il mercato del biologico cresce ogni anno, e grazie alla maggiore consapevolezza dei consumatori, tutto l’indotto che ruota intorno al settore sta crescendo in termini qualitativi e quantitativi. Se volete approfondire l’argomento,  abbiamo ampiamente trattato il tema dell’agricoltura bio-dinamica e biologica.

L’humus di lombrico è accettato anche nella coltivazione biologica al contrario di quelli chimici.
Esso rappresenta un valido aiuto all’ambiente contro l’impoverimento dei suoli e la conseguente desertificazione. Per questi motivi, anche la pratica dell’allevamento di lombrichi sta vedendo una rapida crescita sul territorio di tutti i principali paesi agricoli.

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A dire il vero, le aziende agricole esclusive nell’allevamento di lombrichi sono in realtà ancora poche, ma molte di più sono le aziende che integrano già le proprie attività agricole con la lombricoltura.

La legge sulla lombricoltura

E’ opportuno ricordare a tutti quelli che vogliono cimentarsi nell’allevamento di lombrichi ma soprattutto nella produzione e vendita di humus che esiste una normativa in materia di fertilizzanti ben precisa e regolamentata dal Ministero delle Politiche agricole di ogni paese membro della Comunità Europea.

L’humus per essere tale deve essere prodotto solo ed esclusivamente con letami provenienti da allevamenti non industriali e non utilizzando scarti organici ovvero scarti di mense, da ristoranti o da industrie conserviere.

In Italia, per esempio il Decreto Legislativo 29 aprile 2010, n.75 regolamenta l’utilizzo e la classificazione dei fertilizzanti, definendo che l’humus di lombrico deve essere prodotto solamente da letame bovino, suino, equino e ovino.

Il produttore deve essere iscritto nel registro dei fabbricanti di fertilizzanti e il prodotto, l’humus, dopo analisi svolte presso laboratori accreditati deve seguire un iter presso il Ministero delle Politiche agricole per avere l’approvazione per essere immesso sul mercato; registro dei fertilizzanti. Decreti molto simili normano la materia in tutti i paesi membri della Comunità Europea.

Purtroppo il legislatore non contempla i letami del pollame e di altri animali da cortile ma se l’humus prodotto è utilizzato internamente all’azienda agricola senza ulteriore commercializzazione, i vincoli commerciali del decreto non sussistono.

C’è humus e humus

C’è differenza tra humus da letame e humus ottenuto di scarti organici?

Si, la a differenza tra i due tipi di humus è che può essere immesso in commercio solo il primo, il secondo può essere destinato solo all’autoconsumo. Dal punto di vista normativo, accennato proprio sopra, utilizzando come matrice l’umido non si ottiene humus di lombrico ma un ammendante compostato misto che ha un valore commerciale da 5 a 10 volte inferiore all’humus di lombrico prodotto da letame.

Chi volesse approcciare la lombricultura come opportunità di lavoro e imprenditoriale puntando sulla vendita dell’humus e dei lombrichi, consigliamo di contattare direttamente le tante aziende presenti in Italia e in Europa. Queste, sulla base di esperienze ultra decennali, mettono a disposizione la loro consulenza ed ovviamente le colonie di lombrichi per muovere i primi passi.

Per quanto ci riguarda, ci limitiamo a dare qualche indicazione e consiglio a chi volesse approcciare l’attività da un punto di vista amatoriale volto per l’appunto all’autoconsumo.

Il nutrimento

L’aspetto fondamentale è cosa posso e non posso dare ai lombrichi. Partiamo col fare chiarezza prima di tutto su questo importantissimo e basilare aspetto.

Abbiamo già fatto cenno all’argomento dicendo che si nutrono degli scarti dell’orto e del giardino, di quelli della cucina e del letame. E’ sufficiente mettere gli scarti in un mucchio e lasciarli decomporre un po’ fino ad arrivare a uno stadio di marcescenza. A questo proposito suggeriamo di vedere nostri articoli sul compostaggio tradizionale dove abbiamo ampiamente trattato la realizzazione dei cumuli di compost.
Questo primo passaggio renderà gli scarti ideali per essere alimento dei nostri lombrichi.  Alimentare i lombrichi circa tre-quattro volte al mese è l’unica cura richiesta.

Cerchiamo ora di darvi un elenco più pratico e dettagliato di cosa possiamo e non possiamo dare ai nostri produttori di humus.

Cosa “mangiano” e gradiscono:

  • letami
  • filtri di caffè, bustine di thé
  • farina di avena, grano, mais (da lavare se in presenza di sale e bicarbonato)
  • cotone (ridotto a pezzetti ed inumidito a dovere)
  • carta, fazzoletti, biglietti di carta, segatura e cartoni delle uova
  • tovaglioli, rotoli di carta da cucina e carta igienica
  • capelli
  • foglie e fiori
  • erbacce secche e non tossiche
  • gusci d’uovo
  • riso
  • frutta e verdura, bucce comprese (vedere eccezioni riportate in seguito)
  • avanzi di pane, pizza, anche in decomposizione avanzata o secchi

L’alimento preferito è il letame maturo, i migliori sono quelli di origine equina e quello prodotto dai conigli.

Cosa “non mangiano”:

  • qualsiasi frutta acida, soprattutto pomodori, agrumi, kiwi e ananas
  • materiali troppo fibrosi
  • erbe di sfalcio e rasature di prato
  • aglio e cipolle
  • lieviti, torte e brioches incluse
  • muffe, funghi
  • pasta
  • carne, grassi animali
  • pesce
  • prodotti caseari es. formaggi, yogurt e creme
  • cibi piccanti e speziati

Possiamo quindi dire che la questione non è complicata. Qualsiasi materiale organico può essere utilizzato come cibo, basta evitare tutti i prodotti acidi o che potrebbero inacidirsi con facilità. Fare attenzione ai cibi ammuffiti anche se alcuni di questi come pane e suoi derivati possono essere utilizzati senza problemi. Una menzione particolare merita l’ananas, assolutamente da evitare, poiché contiene un enzima chiamato bromelina che uccide i lombrichi.

I lombrichi non hanno i denti, per cui possono ingerire solo scarti ridotti in poltiglia; quindi digeriscono più in fretta e più facilmente gli avanzi alimentari di dimensioni più piccole e già in fase di decomposizione. E’ buona abitudine ricordarsi di mescolate sempre gli scarti alimentari con acqua prima di darli da mangiare ai lombrichi.

Come fare vermicompost domestico

I lombrichi sono animali facili da allevare se paragonati ad altre specie animali, ma come in tutte le attività di allevamento sia domestico che professionale, allevatori agricoli non ci s’improvvisa.

Se possedete un piccolo terreno, il modo ideale per incominciare è rivoltarsi le maniche, sporcarsi le mani e fare esperienza pratica.

Una lettiera in un angolo dell’orto o del giardino di pochi mq è facile da implementare ed è il modo più pratico per approcciarsi a questa pratica, convogliando tutti gli scarti di natura organica.  Non occorrono strutture di alcun genere o attrezzature particolari, bastano una forca, un badile, una carriola e un innaffiatoio.

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Questo processo richiede pochissimo impegno, non produce cattivi odori e permette di disporre di ottimo humus e prelibate esche per gli appassionati di pesca. I costi per l’acquisto dei lombrichi necessari per un allevamento domestico sono molto bassi: si va dai 50 ai 200 euro circa, per uno spazio come quello indicato.

Se volete avere un impegno ancora minore, potete costruire un contenitore e formare una casetta in cui fare l’allevamento in giardino. Le dimensioni tipiche di una scatola per lombrichi sono 30 cm di profondità, 60 cm di larghezza e 90 cm di lunghezza. Come materiale è preferibile in plastica evitando terracotta, legno, e vetro. Il contenitore deve avere fori nella base per consentire il passaggio dell’aria e un buon drenaggio. Assicurarsi in ogni caso che non contengano sostanze chimiche, insetticidi o vernici potenzialmente pericolose e letali per i lombrichi stessi.

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Per coloro che non vogliono fabbricarsi in casa il contenitore, così come per il compostaggio tradizionale, esistono sul mercato vari produttori di contenitori appositamente studiati e realizzati per una facile attività di lombricultura hobbistica.

Eccovi alcuni esempi giusto per capire quanto possa essere articolata a varia l’offerta.

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Giunti a questo punto, non dovrete far altro che lasciare la vostra vermi-compostiera in luogo areato ma non ventilato e sopratutto all’ombra per evitare le forti marcescenze del prodotto e relativi cattivi odori. A questo proposito, si consiglia di aggiungere sempre strisce di giornale e cartone sminuzzato; questo aiuterà ad intercettare i cattivi odori che il processo naturale genera.

Accumulate quanto piu materiale possibile, ricordando sempre di sminuzzarlo prima di darlo in pasto ai lombrichi una volta a settimana fino a che la cassetta non sarà colma. Solo allora ponetela al primo piano lasciando ai lombrichi la possibilità di mangiare con tutta calma quello che ne rimane e voi intanto potrete cominciare a riempire le cassette superiori.

Una volta che avranno finito la loro cassetta emigreranno attraverso gli appositi fori al piano successivo che voi state riempendo e cosi via. Il tutto andrà avanti per sua inerzia, fino a che un bel giorno potrete svuotare le cassette abbandonate dai lombrichi ma ricolme di humus lavorato.

Si consiglia vivamente il sistema a cassette sovrapposte perchè efficace ed economico. Rispetto al bidone esso presenta molti aspetti positivi e quasi nessuno negativo. Nel bidone o contenitore unico infatti risulta molto ma molto difficile il rivoltamento del composto per arieggiare, e di fatto col sistema a cassette questo non serve affatto se non in minima parte.

Cosa importante ricordarsi di togliere il famoso tè di lombrico che altro non è che il percolamento della lavorazione dei batteri aereobi e dei lombrichi. Esso si presenta di colore verde petrolio e con un odore caratteristico ma non nausenante. La cosa più importante è che risulta essere un ottimo e concentrato fertilizzante naturale da utilizzare per orti, giardini, piante e fiori.

te di lombrico

I parametri fondamentali

Per allevare lombrichi, i parametri chimici-fisici importanti da tenere costantemente sotto controllo sono la temperatura, il pH e l’umidità.

Tutti questi parametri devono lavorare insieme all’alimentazione, in quanto durante le fasi di produzione humus, crescita e riproduzione dei lombrichi si hanno variazione dei parametri chimico-fisici che possono mettere in pericolo la salute degli animali stessi.

Riassumere le varie tecniche di allevamento dei lombrichi richiederebbe un intero libro e per questo vi demandiamo a tutta la biografia disponibile in tutte le forme e lingue. Qui i veri esperti del campo vi daranno tutte le informazioni e consulenze ad hoc per le vostre necessità specifiche.

Attenzione alle stagioni

Il periodo migliore per avviare un impianto di lombricoltura sia esso su larga scala o amatoriale è la primavera. L’impianto può essere creato ovunque senza particolari requisiti; tuttavia, data la sensibilità per il freddo e le gelate, si prediligono zone a livello del mare e collinari.

In inverno, l’attività metabolica del lombrico si arresta e lo stesso entra in una specie di letargo, periodo necessario per il suo normale ciclo vitale. Durante il periodo freddo, di norma si coprono le lettiere in modo da non far abbassare eccessivamente la temperatura.

Dopo il forzato periodo di riposo, il lombrico carico di energie inizia la fase di crescita e riproduzione, e se correttamente gestito, la popolazione può addirittura triplicare la propria colonia.

Una volta stabilite le corrette condizioni climatiche, si può iniziare preparando il terreno per poi inserire i lombrichi.

Per quanto riguarda la loro alimentazione, come detto, occorre fare attenzione al grado fermentazione degli scarti dati loro in pasto. I prodotti ancora non decomposti rilasciano sostanze che danneggiano i lombrichi, una grande quantità può arrivare a determinarne la fuga o addirittura sterminarli.

Basta mettere gli scarti in un mucchio, lasciarli decomporre un po’ fino ad arrivare a uno stadio di marcescenza che li rende ideali perché siano alimento del lombrico.  Alimentare i lombrichi tre, quattro volte al mese è l’unica cura richiesta oltre al controllo di pH e umidità.

I controlli

La temperatura ideale per la produzione di humus è circa 10-20°C e 20-25°C quella per l’attività riproduttiva.

La temperatura minima della lettiera per mantenere i lombrichi in completa attività è attorno ai 10°C. Fino a questa temperatura rallentano ogni tipo di attività, sotto i 4 cessano di alimentarsi e riprodursi. Fermo restando che resistono in vita anche a temperature molto più basse, in questo caso però cessano ogni tipo di attività. La temperatura massima della lettiera tollerata dai lombrichi è di 35°C. L’umidità deve essere mantenuta tra l’80% e l’85%, il peso medio dei lombrichi cresce al crescere del grado di umidità della lettiera. Il pH deve essere rientrare nell’intervallo compreso tra 5 e 9, con una preferenza per i valori compresi tra 5 e 7.

Rimanendo al nostro approccio amatoriale e di avvicinamento alla pratica possiamo dire che i tempi di produzione dell’humus cambiano al variare della composizione del cumulo. Per accelerarla è necessario garantire buona umidità e altrettanta ossigenazione. La cosa migliore sarebbe misurare il pH, quando supera 5 allora può essere dato in pasto ai lombrichi senza danneggiarli. L’ideale sarebbe frullare il tutto, in ogni caso la consistenza può rappresentare un buon indicatore, i lombrichi, come detto, non hanno denti per cui possono ingerire solo scarti ridotti a poltiglia.

In conclusione

Semplice, inodore, a basso costo, a chilometro zero.

La lombricultura rappresenta un metodo facile, economico e sostenibile per trasformare rifiuti organici in terriccio fertile. Se praticata su larga scala, potrebbe aiutare a ridurre il volume della frazione organica (umido, sfalci e potature) del rifiuto solido urbano, fornendo allo stesso tempo una valida alternativa a concimi e fertilizzanti chimici. In questo caso ci sarebbe pero’ grosso il problema di dover intercettare tutti quegli alimenti che ahinoi risultano indigesti e spesso fatali ai nostri stessi amici lombrichi.

E dove non possiamo praticare la lombricultura?

Tutto bello e molto interessante; ma nelle attività commerciali e domestiche metropolitane o dei centri abitati come la mettiamo?  Laddove non è possibile avere spazi all’aperto da dedicare al compostaggio e lombricultura, sia essa professionale o amatoriale come possiamo avere una gestione eco-sostenibile del nostro scarto umido-organico?

Proprio per assolvere a queste esigenze abbiamo pensato, progettato e realizzato Ecodyger.

La moderna soluzione per la gestione sostenibile dello scarto umido-organico direttamente alla fonte e kilometri zero; atta a ridurne drasticamente il volume e peso. Il tutto resitituendo un residuo solido impiegabile come ammendante compostato misto in tutte le attività orto-floro-vivasistiche.

Provate a leggere in dettaglio le caratteristiche di Ecodyger e verificarne le grandi affinità con l’interessante argomento trattato. Il tutto con il vantaggio di poter trattare e “digerire” anche tutti quegli alimenti purtroppo indigesti ai nostri amici lombrichi come agrumi, carni, pesce e pasta.