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Chi sono i Lombrichi usati per produrre compost?

  •   ottobre 19th, 2015
  •   Categoria: Composting
  •   Pubblicato da: Ecodyger

«I lombrichi sono un aratro naturale. Dubito ci siano molti altri animali che abbiano giocato un ruolo così importante nella storia del pianeta come i lombrichi. Rimescolando quei pochi centimetri di terriccio che ricoprono il pianeta, lo fertilizzano trasformandolo in humus».

Così ne parlava entusiasta Charles Darwin nel 1881 definendoli «tra i più importanti animali sulla terra» e dedicando loro addirittura un libro.

Grazie ai lombrichi si è in grado di trasformare gli scarti organici in un prodotto, l’humus, in grado di nutrire il terreno migliorandone la fertilità.

Insetto o cos’altro?

Chissà quanti di voi, magari da bambini ma anche in età più adulta, si saranno già fatti questa domanda.

Il lombrico detto anche Lumbricus terrestris fa parte della famiglia degli Anellidi (vermi segmentati) come le sanguisughe e appartiene alla classe degli Oligocheti (poche setole).

Gli insetti sono proprio tutto un altro gruppo di organismi appartenenti al grande phylum (ceppo) degli Artroprodi che comprende anche crostacei, aracnidi, scorpionidi etc. Per chiudere questa breve precisazione diciamo che gli Anellidi dal punto di vista evolutivo si trovano un po’ prima degli Artropodi.

E’ interessante sapere che essi non sono dotati di un sistema respiratorio, ma respirano filtrando l’aria dal suolo umido e bagnato. Proprio per questo motivo, si trovano e sotto terra ed escono soltanto quando piove.

Un’altra caratteristica importante e curiosa è che si tratta di un essere ermafrodito cioè dotato di organi genitali sia maschili che femminili. Come chiocciole e lumache, è un ermafrodita imperfetto ovvero pur possedendo gli apparati sessuali sia maschili sia femminili in uno stesso individuo, non può autofecondarsi. Deve obbligatoriamente accoppiarsi con un altro soggetto sessualmente maturo.

La fecondazione è incrociata: questo vuol dire che, quando due lombrichi si accoppiano, ciascuno trasferisce all’altro i propri spermatozoi per fecondarne le uova. Diciamo sorridendo: un incontro, due fecondazioni. L’ermafroditismo è diffuso in tutto il regno animale; con questo espediente, infatti, aumenta la possibilità di riprodursi, in particolare per le specie che si spostano con lentezza, come appunto lombrichi e lumache.

Dopo l’accoppiamento, un particolare organo, il clitello, visibile tra il 27° ed il 32° anello come un ispessimento cutaneo, produce un anello di muco che si solidifica all’aria e dentro al quale vengono deposte le uova. Grazie a contrazione e allungamento, il lombrico si libera di questo involucro, che si richiude a forma di sferetta allungata e protegge le uova fino alla schiusa dopo una gestazione che dura dalle 2 alle 4 settimane. Si tratta di lombrichi in miniatura, già con le stesse funzioni alimentari degli adulti, oltre ad essere essi stessi ottimo alimento per piccoli animali…

Un singolo lombrico, coniugatosi potrebbe dare vita, in condizioni ideali fino a 1000-1500 lombrichi all’anno.

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Tutto qui? No, un altro sistema di riproduzione, per così dire “fortuito” è la rigenerazione. Infatti, se per una qualsiasi ragione un lombrico viene diviso in due parti, ciascuna di queste è in grado di rigenerare la parte mancante, dando vita a due individui separati. Ovviamente ciò accade di rado in quanto se la causa della divisione è stata un predatore, è evidente che lo stesso non darà il tempo ai tessuti di rigenerarsi.

Ottimo alimento nella catena animale

Il lombrico è apprezzatissimo da tutta una schiera di animali, come fonte, anche primaria, di cibo di ottima qualità, per di più senza il fastidio di piume od ossa da spolpare. Ad esempio ne vanno ghiotti, tra i mammiferi: il riccio, il tasso, la talpa; tra i rettili: gli orbettini ed i ramarri; tra gli uccelli praticamente tutti gli insettivori e poi merli, cince, aironi e così via per non parlare degli animali da cortile, galline “in primis” sempre razzolanti alla ricerca di larve e appunto lombrichi.

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Un soggetto incredibile

Possiede 5 cuori e 6 reni e mangia ogni giorno il doppio del proprio peso; un soggetto decisamente incredibile e vero prodigio della natura.

Se si seziona per il lungo il corpo di un lombrico, ci si accorge che l’aspetto esteriore riflette in realtà il piano di organizzazione interno. Anche internamente, infatti, il corpo è suddiviso in tanti segmenti, in ognuno dei quali si ripetono i principali organi vitali come stomaco e apparato respiratorio.

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Fonte immagine: Zanichelli Editore

Una particolarità alquanto curiosa degli anellidi è il celoma. Una intercapedine tra l’intestino (il tubo interno) e la superficie del corpo (il tubo esterno). Esso contiene un liquido che, essendo incomprimibile come tutti i liquidi, conferisce rigidità al corpo ( vedere figura sopra). In pratica funziona come uno scheletro ed è perciò chiamato scheletro idraulico, o idroscheletro. Grazie alla flessibilità, dovuta alla metameria, e alla rigidità, dovuta allo scheletro idraulico, gli anellidi sono capaci di scavare gallerie per penetrare nel terreno o nel fango dei fondali.

Ingegnere degli scavi

Il lombrico, avanzando, inghiotte particelle di terra, assieme a sostanze organiche di ogni genere che trattiene nel corpo e metabolizza, mentre la terra, arricchita di succhi gastrici viene emessa dall’orifizio anale sottoforma di masserelle cerebriformi, visibili sul terreno specialmente dopo le piogge.

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Di colore rosso-grigio, chiamato lo strisciatore notturno negli Stati Uniti. Il lombrico è un animale piuttosto noto a chi ha un giardino o va a pesca, forse un po’ meno a chi vive nelle città. Originario dell’Europa, è ora diffuso anche negli Usa e nell’Asia occidentale. Di solito è lungo solo 7 o 8 centimetri, ma alcuni esemplari arrivano anche oltre i 30 centimetri.

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Il corpo dei lombrichi è costituito da segmenti ad anello chiamati “annuli“, coperti da “setae“, piccole setole che permettono al lombrico di muoversi agilmente e scavare.

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Il loro soprannome è dovuto al fatto che spesso possono essere avvistati di notte mentre si nutrono. Il primo segmento del lombrico comprende la bocca. Di solito scavano durante il giorno, mantenendosi vicini alla superficie, ma sono comunque in grado di arrivare fino a due metri sotto terra. Scavando, consumano il terreno estraendo principi nutritivi dalle foglie e dalle radici, ma sono fondamentali per il suolo stesso perché con i loro escrementi trasportano elementi nutritivi e minerali in superficie, e con i loro tunnel gli fanno prendere aria migliorandone la traspirazione.

Nel prossimo articolo parleremo di come i lombrichi creano humus.